CRESCITA DOPO LA CRISI? 100 ECONOMISTI DAL MONDO A VILLAREY

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Dall’8 al 10 Settembre nella Facoltà di Economia di Ancona si svolgerà la conferenza internazionale su Economia, Politiche economiche e crescita sostenibile dopo la crisi. Un centinaio di economisti da tutto il mondo presenterà i propri più recenti lavori, focalizzandosi  su come ridefinire la teoria e le politiche economiche dopo la crisi del 2007, cercando da un lato di isolare le cause della crisi e le debolezze dell’economia globale, dall’altro proponendo nuovi modelli analitici e percorsi di crescita e sviluppo economico.Questa conferenza segue quella tenuta l’anno scorso, sempre ad Ancona, sul confronto tra le due grandi crisi, quella del 1929 e quella del 2008. La conferenza è finanziata dal progetto europeo Symphony sviluppato da un consorzio di università e centri di ricerca europei al quale partecipa anche l’Università Politecnica delle Marche. Il progetto Symphony è infatti finalizzato a prevenire e mitigare le crisieconomiche e a promuovere modelli di crescita sostenibili.La conferenza è patrocinata dalla Regione Marche e ha ricevuto dal Presidente Mattarella la Medaglia del Presidente della Repubblica.Tra gli economisti presenti segnaliamo Duncan Foley della New School for Social Research di New York, un economista poliedrico con una profonda conoscenza del pensiero economico; Bruce Greenwald della Columbia University di New York, considerato un guru delle finanza a Wall Street e stretto collaboratore dell’economista e premio Nobel Joseph Stiglitz; Alan Kirman della University of Aix-Marseille III, economista critico dell’economia mainstream e padre della teoria economica della complessità; David Colander del Middlebury College,  studioso della complessità nelle sue applicazioni in economia e tra i principali sostenitori di una profonda revisione delle modalità di insegnamento della scienza economica.Il Prof. Mauro Gallegati afferma: “La crisi economica è anche una crisi della teoria economica. L’economia come la spiegano oggi non sta in piedi. Bisogna utilizzare nuovi modelli economici che tengano conto dell’eterogeneità e delle interazioni degli agenti, come ad esempio i modelli ad agenti sviluppati dal gruppo di Ancona.”

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